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Workshop tradizionale di Iyengar Yoga con Uday a Lubiana

Workshop tradizionale di Iyengar Yoga con Uday a Lubiana

Dal 20 al 24 agosto al Sati Center di Lubiana si è svolto il consueto seminario di Iyengar Yoga con Uday Bhosale. Un modo perfetto per concludere l’estate e iniziare settembre con nuova energia, ispirazione e conoscenza.

Chi è Uday Bhosale?

Uday ha trascorso quindici anni presso il celebre Ramamani Iyengar Memorial Yoga Institute (R.I.M.Y.I.) di Pune, dove ha studiato, insegnato e collaborato direttamente con la famiglia Iyengar. Ha insegnato a principianti, bambini e studenti di livello intermedio, oltre ad assistere Geeta Iyengar nelle classi terapeutiche.

Il suo primo incontro con lo yoga risale al 1993 come parte dell’allenamento nelle arti marziali, ma ben presto la pratica è diventata la sua vera vocazione. Nel 1998, a soli 18 anni, si è unito al R.I.M.Y.I. e quattro anni più tardi ha completato la formazione insegnanti.

Uday ha una particolare passione per l’insegnamento ai bambini, colpito dalla loro sincerità, energia e apertura. È stato membro del comitato organizzativo degli eventi Yoganusasanam 2014 e 2015. Dopo il trasferimento nel Regno Unito tiene corsi regolari e seminari internazionali. La sua missione è portare avanti l’eredità di B.K.S. Iyengar e trasmettere la ricchezza dello Iyengar Yoga alle nuove generazioni.

Primo giorno – Creare spazio nei fianchi e nel bacino

Il seminario è iniziato mercoledì con un focus sull’apertura di fianchi e bacino. La pratica, precisa e consapevole, è stata accessibile anche a chi ha problematiche articolari. Attraverso esercizi preparatori, Uday ci ha guidato in posizioni ad anca aperta come Supta Padangusthasana I e II.

In Vrksasana supina abbiamo osservato il femore che entra nell’acetabolo e l’azione del gluteo. Questa consapevolezza è stata poi trasferita in posizioni in piedi come Virabhadrasana II, con l’uso di sedie e mattoni per affinare la percezione.

La sequenza è proseguita con posizioni sedute come Upavistha Konasana, Baddha Konasana e Janu Shirshasana con la fronte supportata, per concludersi con una rinfrescante Shirshasana.

Secondo giorno – Forza e libertà nelle spalle

Giovedì mattina sentivamo ancora le gambe del giorno precedente, quindi con sollievo abbiamo accolto una pratica dedicata a spalle e braccia.

Abbiamo iniziato esplorando Tadasana con la cintura attorno ai gomiti, creando spazio nella parte alta della schiena e nel trapezio. Questa sensazione di apertura ci ha accompagnati per tutta la giornata.

Abbiamo ripetuto più volte Adho Mukha Svanasana, ogni volta con un accento diverso: ampliamento delle spalle, apertura del torace, allungamento delle coste e della colonna. L’obiettivo non era toccare il pavimento con la fronte, ma spingere attivamente dalle braccia per creare spazio nel busto.

Il lavoro a coppie è stato fondamentale: il contatto e l’aiuto del partner hanno permesso di percepire meglio le azioni sottili e hanno creato un’atmosfera di fiducia e collaborazione.

Terzo giorno – Integrare parte superiore e inferiore del corpo

Venerdì ha unito i temi dei giorni precedenti: il corpo superiore e quello inferiore in armonia. Il focus è stato sul fianco laterale e sul psoas, muscolo chiave che collega tronco e gambe.

Sdraiati, abbiamo iniziato con allungamenti laterali usando cinture e il supporto dei partner. Questo ci ha permesso di creare spazio nei fianchi esterni e nei lati del busto.

Il tema centrale è stato rendere il busto leggero anche nelle posizioni più intense, come Virabhadrasana I, Ustrasana e Urdhva Mukha Svanasana. Grazie a un lavoro mirato sullo psoas, le posizioni sono risultate più libere, fluide e senza sforzo superfluo.

Quarto giorno – La potenza di Chaturanga

Sabato è stato interamente dedicato a Chaturanga Dandasana, posizione che nello stile vinyasa è spesso solo di transizione, ma che nello Iyengar Yoga viene trattata come una pratica profonda a sé stante.

Abbiamo iniziato in Virasana, poi ci siamo riscaldati con Adho Mukha Svanasana. In Chaturanga l’attenzione era tra le scapole, creando lo spazio e la “gobba” che rende il corpo più leggero e pronto a sollevarsi. Uday ha sottolineato come questo sia essenziale per gli equilibri sulle braccia come Garudasana, Bakasana e Lolasana.

Abbiamo poi portato questa consapevolezza in Gomukhasana e successivamente in posizioni più impegnative: Pincha Mayurasana (equilibrio sugli avambracci) e Adho Mukha Vrksasana (verticale sulle mani). Anche qui il lavoro a coppie è stato prezioso per esplorare con maggiore sicurezza e coraggio.

Sabato ci ha regalato uno sguardo serio ma anche giocoso nel mondo degli arm balance, dove forza e leggerezza si incontrano.

Quinto giorno – Respiro, consapevolezza e gioco

L’ultima giornata è iniziata con la Pranayama. Uday ci ha ricordato di non forzare la meditazione: essa nasce naturalmente dall’osservazione. Seguendo l’approccio di B.K.S. Iyengar, abbiamo praticato pranayama in posizione supina, con il torace sostenuto, iniziando con la semplice osservazione del respiro.

Abbiamo proseguito con cicli di Viloma Pranayama, con inspirazioni interrotte ed espirazioni normali, che hanno calmato profondamente il sistema nervoso. Dopo una breve pausa, la pratica di asana è continuata con posizioni ben note, eseguite però lentamente, con consapevolezza e respiro attento.

Da Tadasana siamo passati a Trikonasana, Parsvakonasana, Virabhadrasana II, fino ad arrivare ad Ardha Chandrasana e Virabhadrasana III al muro. I movimenti erano lenti, osservati e coscienti, ma allo stesso tempo dinamici.

Il pomeriggio si è concluso con leggerezza e divertimento, nello spirito di Uday, esplorando posizioni di equilibrio sulle braccia: da Anantasana fino alla sfidante Eka Pada Koundinyasana II.

Conclusione

Questi cinque giorni con Uday Bhosale sono stati un vero viaggio attraverso la profondità dello Iyengar Yoga: dall’apertura dei fianchi, alla libertà delle spalle, all’integrazione dello psoas, fino alla forza di Chaturanga e alla calma della Pranayama.

L’insegnamento di Uday ci ha ricordato che lo yoga è allo stesso tempo disciplina rigorosa e ricerca gioiosa. Con precisione, calore e umorismo ci ha guidati verso una maggiore consapevolezza di corpo, respiro e mente.

Portiamo con noi questa esperienza nei mesi a venire, con gratitudine verso gli insegnamenti di Guruji Iyengar, verso la generosità di Uday e verso una tradizione viva che continua a ispirare e trasformare.

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